Dolori osteoarticolari e infiammazioni alla cartilagine del ginocchio: scopri le cause e le possibili terapie

Terapie per usura del ginocchio

L’osteoartrosi è una malattia che può essere anche fortemente invalidante se trascurata, in ogni caso essendo una malattia degenerativa, la prevenzione è il metodo più efficace per difendersi.
Le cause dei dolori osteoarticolari e di una possibile infiammazione della cartilagine dipendono da diversi fattori, quali l'età, il peso o l'attività sportiva praticata.
La terapia ottimale dell'osteoartrosi del ginocchio richiede una combinazione di trattamenti farmacologici e non farmacologici [Consensus EULAR 2003 (Punzi et al., 2004) e OARSI part III (Zhang W et al., 2009)], inoltre deve essere personalizzata tenendo presente:

  • fattori di rischio (obesità, fattori meccanici dannosi, attività fisica)
  • fattori di rischio generali (età, comorbidità, polifarmacoterapia)
  • livelli di intensità del dolore e il grado di disabilità
  • segni di infiammazione, ad esempio presenza di versamento articolare

RIDUZIONE DEL PESO
E’ molto importante che i pazienti con infiammazione della cartilagine ginocchio che sono sovrappeso o decisamente obesi riducano il loro peso corporeo. La perdita di peso diminuisce il carico sulle articolazioni portanti (ginocchia, anca), contribuisce a ridurre i dolori osteoarticolari e limita ulteriori danni alle articolazioni.
L’obesità rappresenta un fattore predisponente ed aggravante di molte forme di artrosi in virtù del sovraccarico funzionale che impone alle articolazioni portanti.
Una graduale riduzione del peso corporeo in rapporto all’età, alle condizioni generali del soggetto e alle eventuali patologie associate, è indispensabile per non vanificare gli effetti di altre terapie.
 
Una modesta riduzione del peso e un moderato esercizio fisico determinano un miglioramento nella riduzione del dolore e nella funzionalità articolare di entità maggiore rispetto ai due interventi eseguiti singolarmente (Messier SP et al., 2004). Inoltre si può affermare che una riduzione del peso del 10% è in grado di migliorare la funzionalità articolare del 28% (Christensen R et al., 2005).
 
Seguire un’alimentazione corretta ricca di frutta e verdura e povera di grassi e zuccheri raffinati è molto importante per aiutare a mantenere il peso forma. E’ importante che la dieta non sia “fai da te” ma venga impostata dal proprio medico o da un dietista. Dieta ed esercizio fisico regolare sono i due strumenti cardine per perdere peso.

FARE ESERCIZI FISICI RIABILITATIVI
L’esercizio fisico è una sana abitudine e può essere effettuato in palestra o in piscina ma può anche consistere semplicemente in una camminata o nell’andare in bicicletta.
Quando l’esercizio fisico si fa a fini riabilitativi, la quantità e la forma deve essere prescritta da un medico e dipende da quali articolazioni sono coinvolte e dal loro grado di alterazione. L’esercizio fisico è sempre utile anche quando sia già avvenuta una sostituzione protesica.
 
L’esercizio fisico riabilitativo, se condotto in maniera corretta, può dare grandi benefici ai malati di osteoartrosi perché, diminuisce i dolori osteoarticolari, mantiene sotto controllo il peso corporeo, aumenta il flusso sanguigno al cuore e migliora l’umore. La fisioterapia è una branca della medicina che cerca con modalità diverse di aiutare nella risoluzione di problemi che causano dolore, deficit motorio e/o funzionale e nella prevenzione degli stessi.
 
L’obiettivo è quello di:

  • liberare l’articolazione
  • allungare i vari muscoli coinvolti
  • mobilizzare l’arto interessato
  • eliminare i compensi posturali
  • prevenire la progressione della patologia

AIUTI FARMACOLOGICI
La terapia farmacologica spesso è fondamentale per garantire il successo del percorso riabilitativo del paziente. Il trattamento con antiinfiammatori o antidolorifici, è essenzialmente palliativo e dovrebbe essere impiegato, in modo possibilmente ciclico e non continuativo.
 
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha focalizzato il proprio interesse su di principi attivi in grado di modificare il decorso della malattia osteoartrosica e ha individuato una serie di molecole, identificate anche dalle Linee Guida [Consensus EULAR 2003 (Punzi et al., 2004) e OARSI part III (Zhang W et al., 2009)], in grado di avere un effetto positivo nel promuovere la ricostruzione della cartilagine e nel rallentarne la degenerazione; le più accreditate sono la glucosamina solfato, il condroitin solfato e l’acido ialuronico.

  • Contro il dolore acuto il paracetamolo è il farmaco da considerare come prima scelta. Quando non risulta efficace è possibile ricorrere ad altri FANS ma per il più breve tempo possibile a causa della loro scarsa tollerabilità gastrointestinale oltre che renale ed epatica.
  • Le applicazioni topiche (cerotti o creme) a base di FANS o capsaicina possono costituire un utile strumento terapeutico se impiegate per brevi periodi, anche in aggiunta ad altri trattamenti per l’osteoartrosi.
  • L’assunzione regolare di glucosamina solfato e condroitin solfato, come formulazione farmaceutica o supplemento dietetico, apporta un miglioramento dello squilibrio tra processi anabolici e catabolici responsabili della patologia osteoarticolare e determina inoltre un’azione preventiva nei confronti delle articolazioni già compromesse. In particolare la glucosamina solfato stimola la produzione di nuovo tessuto cartilagineo e il condroitin solfato ne impedisce la degradazione attraverso l’aumento della concentrazione di glicosaminoglicani.

Bibliografia di riferimento:

  1. Zhang W, Nuki G, Moskowitz RW, Abramson S, Altman RD, Arden NK, Bierma-Zeinstra S, Brandt KD, Croft P, Doherty M, Dougados M, Hochberg M, Hunter DJ, Kwoh K, Lohmander LS, Tugwell P. OARSI recommendations for the management of hip and knee osteoarthritis: part III: Changes in evidence following systematic cumulative update of research published through January 2009. Osteoarthritis Cartilage. 2010 Apr;18(4):476-99. Epub 2010 Feb 11
  2. Punzi L, Canesi B, Carrabba M, Cimmino MA, Frizziero L, Lapadula G, Arioli G, Chevallard M, Cozzi F, Cricelli C, Fioravanti A, Giannini S, Iannone F, Leardini G, Mannoni A, Meliconi R, Modena V, Molfetta L, Monteleone V, Nava T, Parente L, Paresce E, Patrignani P, Ramonda R, Salaffi F, Spadaro A, Marcolongo R. [Italian consensus on Eular 2003 recommendations for the treatment of knee osteoarthritis] Reumatismo. 2004 Jul-Sep;56(3):190-201. Review. Italian
  3. Jordan KM, Arden NK, Doherty M, Bannwarth B, Bijlsma JW, Dieppe P, Gunther K, Hauselmann H, Herrero-Beaumont G, Kaklamanis P, Lohmander S, Leeb B, Lequesne M, Mazieres B, Martin-Mola E, Pavelka K, Pendleton A, Punzi L, Serni U, Swoboda B, Verbruggen G, Zimmerman-Gorska I, Dougados M; EULAR Recommendations 2003: an evidence based approach to the management of knee osteoarthritis: Standing Committee for International Clinical Studies Including Therapeutic Trials ESCISIT. Report of a Task Force of the Standing Committee for International Clinical Studies Including Therapeutic Trials (ESCISIT). Ann Rheum Dis. 2003 Dec;62(12):1145-55
  4. Messier SP, Loeser RF, Miller GD, Morgan TM, Rejeski WJ, Sevick MA, Ettinger WH Jr, Pahor M, Williamson JD. Exercise and dietary weight loss in overweight and obese older adults with knee osteoarthritis: the Arthritis, Diet, and Activity Promotion Trial. Arthritis Rheum. 2004 May;50(5):1501-10
  5. Christensen R, Astrup A, Bliddal H. Weight loss: the treatment of choice for knee osteoarthritis? A randomized trial. Osteoarthritis Cartilage. 2005 Jan;13(1):20-7